Web e tv, Sanremo a media unificati
19 febbraio 2010
Premessa. Sono in tour televisivo e itinerante (tutti invitati alla presentazione nazionale pubblica del 10 marzo alle 18 alla Feltrineli International di Roma) per il mio romanzo "La ricerca della costante", uscito in libreria da un paio di settimane. Quindi mi capita di andare ospite in alcuni salotti tv, dall'iper-targettizzato Due Minuti un Libro di Alain Elkann al sempre più nazional-popolare Tetris di Luca Telese. Che sono gli unici due, peraltro, in cui sono riuscito a non parlare di Sanremo.
Per il resto, il tema in questi giorni è unico. Poiché via blog qualche giorno fa ho avuto la disgraziata idea di dire due parole a difesa di Morgan, sono stato arruolato d'ufficio nel difficile compito di quello che deve commentare le canzoni del festival e non solo: è stato giusto ripescare Pupo e Emanuele Filiberto? E i vestiti della Clerici? E Morgan è stato strumentalizzato? E la quindicenne esclusa e votata?
Oggi mi è capitato di ritrovarmi a Omnibus Life, la trasmissione de la7 condotta dalla sempre più bella (e anche molto sveglia) Tiziana Panella sulla spalla arguta e sorniona di Enrico Vaime. E ho capito che fare gli snob è proprio roba da stupidi. Sanremo è lo specchio del paese e bisogna parlarne. Ho avuto la fortuna di poter veder ricompattata proprio grazie alla Panella la squadra che formavo con Andrea Pezzi ai tempi del Tornasole su RaiDue, secondo me tra i migliori programmi televisivi degli ultimi dieci anni e quindi stroncato da Aldo Grasso che ha in antipatia Pezzi (e di conseguenza pure me, seguirono stroncature a stessa firma sia della mia candidatura alle primarie che di Pugni in tasca che condussi in prima serata su Mtv, segno che i vecchi tromboni hanno rancori indelebili e non mollano mai).
Quello che mi stupisce è che la chiacchiera intorno a Sanremo prosegua a reti unificate. Vado volentieri ad animare il salotto televisivo di RaiDue d Monica Setta (Il Fatto del Giorno, dalle 14.05), trasmissione che ha avuto il merito di occupare uno spazio orario in cui in tv c'è il nulla con una forma di dibattito a più voci che incolla ai teleschermi ogni giorno più di due milioni di persone. Non mi meraviglio di dover parlare di Sanremo lì, dove la Setta sa cucinare gli ingredienti pop con impareggiabile maestria e prima del regolamento liberticida dei radicali aveva il coraggio di portare nella fascia oraria post-prandiale delle casalinghe anche il dibattito politico. Mi meraviglio di più quando ricevo via email, blog e Facebook più commenti riguardanti Sanremo che sul caso Bertolaso e la mia difesa della Serracchiani in prima serata a Tetris che non è piaciuta a Sgarbi.
Web e tv ormai procedono come media unificati? E la rete italiana è l'unico luogo del web mondiale che subisce il fascino della programmazione televisiva naz-pop, invece di smontarlo? Il fenomeno va studiato. Qui se ne scriverà ancora.
| inviato da
marioadinolfi il 19/2/2010 alle 11:24 | |