Finiscono gli Anni Zero, mi sono dato da fare, non mi lamento: il tempo non è scorso invano. Ho vissuto battaglie significative (politiche e non), percorsi professionali gratificanti (fare televisione, radio, web o scrivere è sempre meglio che lavorare), storie d'amore appassionanti, vicende comunque non noiose.
Per dieci anni ho combattuto per l'idea direttista, prima con Democrazia Diretta e poi nella creatura imperfetta del Partito democratico attraverso Generazione U. Tra quel marzo 2001 in cui fondammo DD e il dicembre 2009 in cui proviamo a difendere l'impianto democratico delle primarie in vista di sfide politiche fondamentali, si scorge un percorso di crescita. Moltissimi di noi ora sono politicamente impegnati e la nostra voce ha una che dieci anni fa non aveva. E' udibile e conosciuta, non è poco. Le primarie del 2007 sono state il momento più alto e divertente. L'esperienza direttista proseguirà negli Anni Dieci e, come sempre, con ambizione punterà in alto.
Per dieci anni ho fatto della comunicazione un mestiere. La notte del Capodanno del 2000 lavoravo in Rai da precario, oggi faccio il vicedirettore di una televisione satellitare, scrivo tutti i giorni su un quotidiano, ho avuto un'esperienza strepitosa in radio con tre programmi che mi sono rimasti nel cuore (Settanta in Due, Domani è Tardi, Contro Adinolfi), ho partecipato a mille programmi della tv generalista divertendomi nel ruolo di polemista, con qualche scontro duro ma sensato. Ho scritto libri e potevo fare di più, certo, ma anche di meno. Il 2008 alla conduzione della prima serata di Mtv con Pugni in Tasca è stato molto gratificante. Negli Anni Dieci mi piacerebbe fare meno e meglio, puntando molto sulla scrittura per generare un mio libro destinato a restare.
Per dieci anni ho giocato e vinto molto, dai trionfi della Scommessa Collettiva (proprio ieri abbiamo distributi le ultime migliaia di euro di vincita, oggi è l'ultimo giorno per iscriversi, poi SC tornerà ad essere un club chiuso, per info adinolfi@gmail.com) alla gioia del final table del maggio scorso al World Poker Tour. Giocare è non annoiarsi mai, farlo in modo preciso e responsabile è restare comunque in fondo sempre fresco come un bambino. Negli Anni Dieci mi piacerebbe una vittoria internazionale da Hall of Fame nel mio gioco preferito, il poker, la metafora della vita di ciascuno di noi.
Per dieci anni ho amato e sono stato amato, le ho date e le ho prese, ho sperato e sono stato deluso, mi sono esaltato e mai mi sono abbattuto. Mi sono esposto e sono stato criticato, apprezzato, seguito, odiato, considerato, irriso, comunque giudicato. Va bene così. Non mi sono mai lamentato.
Per dieci anni ho vissuto, davvero e non potevo fare altrimenti. Ogni goccia di questo bicchiere me la sono succhiata e vada così anche per i prossimi dieci anni, vada così sempre, finché dura.
Sono stati dieci anni tosti e belli. Saranno dieci anni decisivi. Dopo la semina, conto sul raccolto. Con lo spirito dell'agricoltore che punta sul sole, ma sa che esistono le gelate.
Il cielo, comunque, oggi è sereno. E sereno sia chi legge queste parole.
Auguri. Buon 2010, negli Anni Dieci accadrà di tutto. L'importante è essere pronti.
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marioadinolfi il 31/12/2009 alle 11:20 | |