L'importanza della libertà del cretino
15 dicembre 2009
A Omnibus Life oggi su la7 mi sono ritrovato a discutere del caso che chiude il decennio, l'aggressione a Berlusconi, relativamente alla reazione del web, compresi i gruppi di idioti spuntati su Facebook inneggianti al povero Tartaglia. Ho faticato non poco a combattere la linea di Antonio Palmieri del Pdl e di Alessandro Meluzzi, che volevano raccontare la necessità di mettere la rete sotto controllo.
Ho spiegato che la rete è l'ultimo luogo che salvaguarda la libertà d'espressione, che il web viene messo sotto controllo dal governo solo negli stati totalitari, che la rete è di sinistra perché prevede meccanismi di uguaglianza nel territorio della comunicazione e io, da sinistra, voglio difendere anche la libertà del cretino di dire cretinate.
Ho aggiunto che in rete non bisogna essere permalosi, che gli insulti arrivano, ma non basta qualche insulto o qualche idiozia a giustificare l'assalto alla libertà di internet, che non è vero che in rete si è irresponsabili, la stragrande maggioranza dei profili Facebook ha nome e cognome e foto di chi lo ha aperto. Intervenga il codice penale, quando ce n'è bisogno. Ma solo quando ce n'è bisogno.
Per il resto, non toccate il web. Lo fanno in Cina, a Cuba, in Iran. Un Consiglio dei ministri che ha all'ordine del giorno l'oscuramento di pagine internet è un sintomo preoccupante.
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marioadinolfi il 15/12/2009 alle 11:34 | |