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lookologa

Sono andato in Senato con giacca e cravatta, ma solo perché è obbligatoria. Ho detto a tutti che era per seguire i consigli della lookologa...


Marino, Bettini, la generazione senza coraggio

3 luglio 2009

Ignazio Marino annuncerà la sua candidatura domani sera nel corso dell'intervista con Bianca Berlinguer prevista alla Festa Democratica. Marino è una persona degnissima, che parla con il cuore e pensa con la testa, ma l'ossatura organizzativa della candidatura e l'idea stessa della medesima è di Goffredo Bettini. Ci lavora da mesi, dall'intervista sul "terzo uomo". Che sarà il quarto. Precisazione ad uso della stampa e anche del mio amico Pippo Civati che insiste a parlare di terza candidatura, dimostrandosi almeno irrispettoso.

Comunque. Io capisco gli entusiasmi milanesi (i piombini-lingottini sono un'esperienza lombardo-piemontese, che ha espresso sabato un sostanziale disprezzo per il partito del sud), ma noi a Roma quel personaggio, quel sistema di potere, quell'arroganza, li conosciamo bene. Forse andrebbe rivista una nota puntata di Report, forse bisognerebbe pensare a come abbiamo perso Roma e a come perderemo tra dieci mesi il Lazio, prima di gridare al miracolo del rinnovamento sulla candidatura bettiniana. Anche una sconcertante intervista del nostro Goffredo alle Invasioni Barbariche con Daria Bignardi e le sue risposte sulla prostituzione minorile in Thailandia andrebbero riviste con attenzione, peraltro dovrebbe essere nella videoteca di famiglia dalle parti del Lingotto, solo lì perché da YouTube è misteriosamente e prudentemente sparita (ma grazie a Marco l'ho ritrovata negli archivi de la7).

Bersani è il meglio prodotto dal Pci presente all'interno del Pd e lo rispetto come candidato e lo rispetterò eventualmente come segretario. Franceschini è persona di gran valore. Io considero la nostra candidatura la più avanzata sul fronte della piattaforma politica. La candidatura di Marino sarebbe bella senza quel puparo che io non rispetto, che è responsabile di molto di quel che di vecchio e di sbagliato c'è nel Pd.

La tristezza è vedere che i cosiddetti "giovani" hanno ancora bisogno di un paravento, di una qualche assicurazione di forza garantita da altri, per scendere alla battaglia politica. Debora Serracchiani si è riparata dietro Franceschini, Civati e Sofri dietro Bettini, che è molto peggio.

Come al solito poco coraggio, poca chiarezza, poca voglia di rischiare e mettere in gioco il proprio destino. Così non nasce una nuova classe dirigente, così siamo al solito schema e i fili li tirano i soliti noti. Gli Altri, per dirla alla Lost.

Così non si fa il bene del Pd, non lo si cambia e non lo si migliora, così lo si lascia ostaggio delle cricche che ne hanno determinato il male, rendendolo non credibile agli occhi della gente, la gente quella vera, quella che i fighetti non incontrano mai.

Io darò battaglia. Questo schema non mi convince, non mi convincerà mai. Resto sulla mia posizione: il Pd va radicalmente cambiato, va scosso dalle fondamenta, va allargato abbattendo confini e paletti. Su questa piattaforma politica confermo il mio impegno a candidato alla segreteria nazionale del Partito democratico.

Auguri a Pierluigi, a Dario, a Ignazio che ne ha più bisogno di tutti. E un saluto a quei miei coetanei che non hanno saputo caricarsi sulle spalle, neanche questa volta in cui c'erano tutte le condizioni politiche e persino storiche, il proprio destino.



permalink | inviato da marioadinolfi il 3/7/2009 alle 14:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (88) | Versione per la stampa

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